Pubblicato in: poesie

Semplicità.Il Neruda polemico.

Va presentata adeguatamente questa poesia di Pablo Neruda, giacché ci si può leggere apertamente la polemica con i Club degli intellettuali cubani (rif.Risposte agli intellettuali cubani, 1966), Neruda era stato accusato e per le sue idee politiche e per i suoi contatti con altri Poeti ed Intellettuali nord americani ed Europei (tra i quali, anche il nostro Ignazio Silone) nonché per i suoi scritti accusati di essere “facili” o come si direbbe oggi “Commerciali”.

In un passo della poesie Neruda definisce Pederasti i frequentatori critici dei Caffè Letterari.

Ode alla semplicità (Pablo Neruda)


Semplicità, io ti domando,
mi hai sempre accompagnato?
E ora, di nuovo t’incontro
seduta sulla mia sedia?
Oggi giorno
non vogliono più accettarmi
con te,
mi guardano di sbieco,
si domandano chi è
la chioma rossa.
Il mondo,
mentre ci incontravamo
e ci riconoscevamo,
si riempiva di stupidi
tenebrosi,
di figli di frutta pieni
di parole
come i dizionari,
pieni di vento
come un ventre che ci vuol giocare
un brutto tiro,
e ora che arriviamo
dopo tanti viaggi
siamo fuori posto
nella poesia.
Semplicità, che cosa terribile ciò che ci succede:
non vogliono riceverci
nei salotti,
i caffè sono pieni
dei più squisiti
pederasti,
e io e te ci guardiamo in faccia,
non ci vogliono.
Allora
ce ne andiamo
sulla spiaggia,
nei boschi, di notte
l’oscurità è nuova,
ardono appena lavate
le stelle, il cielo
è un campo di trifoglio
turgido, scosso
dal suo sangue
ombroso.
Di mattina
andiamo in panetteria,
il pane è tiepido come un seno,
odora
il mondo di fresco
pane appena sfornato.
Romero, Ruiz, Nemesio,
Rojas, Manuel Antonio,
panettieri.
Come sono simili
il pane e il panettiere,
com’è semplice la terra
di mattina,
più tardi è ancora più semplice,
e di notte
è trasparente.
Per questo
cerco
nomi
fra l’erba.
Come ti chiami?
chiedo
a una corolla
che d’improvviso
piegata a terra fra le pietre povere
s’è arsa come un lampo.
E così, semplicità, andiamo
a conoscere
gli esseri nascosti, il segreto
coraggio di altri metalli,
a guardare la bellezza delle foglie
a conversare con uomini e donne
che soltanto per essere tali
sono insigni,
e di tutto,
di tutti,
semplicità, mi fai innamorare.
Vengo con te,
mi immergo nel tuo torrente
di acqua chiara.
E allora protestano:
Chi è costei
che va con il poeta?
Noi non vogliamo avere
nulla a che fare
con quella provinciale.
Ma se è aria, è lei
il cielo che respiro.
Io non la conoscevo o non la ricordavo.
Se mi hanno visto
una volta
andare con misteriose
odalische,
si è trattato soltanto di tenebrose
distrazioni.
Ora,
amor mio,
acqua,
tenerezza,
luce luminosa o ombra
trasparente,
semplicità,
vieni con me per aiutarmi a nascere,
per insegnarmi
un’altra volta a cantare,
verità, virtù, fonte,
vittoria cristallina.

 

 

biografia-pablo-neruda-2

Autore:

Sono un Acquario appassionato di Poesie e Narrativa, ne scrivo anch'io. I libri rappresentano il mio tappeto volante e anche un rifugio dai rumori della quotidianità.

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