Pubblicato in: Citazioni, libri, poesie

Fernando Pessoa.Ho mal di testa e d’Universo

Il mondo vero

Quando si è negata la verità, non abbiamo altro con cui intrattenerci se non la menzogna.Intratteniamoci con essa, reputandola però come tale e non come verità;se ci viene in mente un’apoteosi metafisica, non facciamone la menzogna di un sistema (in cui essa sia la verità) ma la verità di una poesia o di un racconto – verità nel sapere che è menzogna, senza così mentire. (Fernando Pessoa, Fantasie di interludio)

 

Quella del titolo è una  citazione che in piccola parte serve a comprendere il personaggio (?) Fernando Pessoa.

Un viaggio per i tanti meandri dell’anima, la psichiatria, Poesia, personalizzazione e spersonalizzazione.

Leggere Pessoa, i libri per intero, e non le poesie e non le citazioni.

Confesso che Pessoa mi ha un po sconvolto la vita e mi ha aiutato a capire le tante sfaccettature della mia personalità.

Forse siamo un po tutti Borderline, dipende ovviamente dalla personalità prevalente.

«Una delle mie preoccupazioni costanti è capire com’è che esista altra gente, com’è che esistano anime che non sono la mia anima, coscienze estranee alla mia coscienza; la quale, proprio perché è coscienza, mi sembra essere l’unica possibile.» (Fernando Pessoa)

I vari Eteronimi di Pessoa.

Alvaro de Campos, Ricardo Reis, Alberto Caeiro, sono i tre più importanti.

“Fernando Pessoa non riuscì mai a essere sicuro di chi fosse, ma grazie al suo dubbio possiamo riuscire a sapere un po di più chi siamo noi”. (Josè Saramago)

In una lettere di risposta a Adolfo Monteiro, direttore di una rivista di Coimbra (città portoghese) a proposito dei suoi eteronimi Pessoa scrive:

Ho posto in Alberto Caneiro tutte le mie capacità di spersonalizzazione drammatica, ho posto in Ricardo Reis tutta la mia disciplina mentale, adornata della musica che le è propria, ho posto in Alvaro de Campos tutta l’emozione che non do ne a me ne alla vita.E pensare caro Casais Monteiro, che tutti costoro devono essere, ai fini della pubblicazione, posticipati a Fernando Pessoa, impuro e semplice!

Per quanto riguarda la genesi degli eteronimi, Pessoa continua:Comincio dall’aspetto psichiatrico.L’origine dei miei eteronimi è il tratto profondo di isteria che c’è in me.Non so se sono semplicemente isterico, o se sono, più propiamente, un istero-nevrastenico.Propendo per questa seconda ipotesi, perché ci sono in me fenomeni di abulia, che l’isteria, propriamente detta, non comprende nella letteratura medica di suoi possibili sintomi.In un verso o nell’altro, l’origine mentale dei miei eteronimi sta nella mia tendenza  organica e costante alla spersonalizzazione e alla simulazione.Questi fenomeni felicemente per me e per gli altri, si sono in me mentalizzati:voglio dire che non si sono manifestati nella vita pratica, esteriore e di contatto con gli altri;mi esplodono dentro, e li vivo da solo con me stesso.Se fossi una donna – nella donna i fenomeni isterici prorompono in attacchi nervosi e cose simili- in Alvaro de Campos (il più istericamente isterico di me) sarebbe un allarme per il vicinato.Ma sono un uomo- e negli uomini l’isteria assume principalmente aspetti mentali;così tutto finisce in silenzio e poesia…

Fin da bambino ho avuto la tendenza per creare attorno a me un mondo fittizio, di circondarmi di amici e conoscenti mai esistiti.(Non so , ben inteso, se realmente non siano mi esistiti, o se sono io che non esisto.In queste cose, come in tutte, non dobbiamo essere dogmatici.)Da quando mi conosco come colui che chiamo IO, mi ricordo di aver mentalmente nell’aspetto, nei movimenti, nel carattere e nella storia varie figure irreali che erano pertanto visibili e mie come le cose di ciò che chiamiamo, forse abusivamente, la vita reale.Questa tendenza, che mi viene da quando mi ricordo di essere un IO, mi ha accompagnato sempre, mutando un po il movimento musicale con cui mi incanta, ma non alterando mai la maniera di incantare. (Fernando Pessoa)

“Non so quante anime ho.

Ogni momento mutai,

Continuamente mi estraneo.

Mai mi vidi né trovai.

Di tanto essere, solo ignoro.

Mi cambiarono sempre il prezzo.

Chi vede è solo quel che vede.

Chi sente non è chi è”.

(Fernando Pessoa)

 

Dicono che fingo o invento

Tutto quel che scrivo, No.

Io semplicemente sento

Con l’immaginazione.

Non adopero il cuore.

Tutto quello che sogno o che mi accade,

Ciò che finisce o mi viene a mancare,

E’ come una terrazza

Che dà su qualcos’altro,

E’ tutt’altro che bello.

Perciò scrivo stando in mezzo

A quel che non mi è vicino,

Libero dal mio coinvolgimento,

Serio in ciò che non è.

Sentire?Che senta chi legge!

(Fernando Pessoa, Fantasie di interludio)

 

Fernando Pessoa

 

 

 

 

 

 

 

 

Autore:

Sono un Acquario appassionato di Poesie e Narrativa, ne scrivo anch'io. I libri rappresentano il mio tappeto volante e anche un rifugio dai rumori della quotidianità.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...