Pubblicato in: poesie

Erich Fried.Poesie d’amore

Forse il vero amore deve rendere liberi, e forse non è l’insieme di due metà che si completano ma due persone distinte, due libertà che si amano e rispettano. (Luciano Mondello)

Te

Te
lasciarti essere te
tutta intera
Vedere
che tu sei tu solo
se sei
tutto ciò che sei
la tenerezza
e la furia
quel che vuole sottrarsi
e quel che vuole aderire
Chi ama solo una metà
non ti ama a metà
ma per nulla
ti vuole ritagliare a misura
amputare
mutilare
Lasciarti essere te
è difficile o facile?
Non dipende da quanta
intenzione e saggezza
ma da quanto amore e quanta
aperta nostalgia di tutto –
di tutto
quel che tu sei
Del calore
e del freddo
della bontà
e della protervia
della tua volontà
e irritazione
di ogni tuo gesto
della tua ritrosia
incostanza
costanza
Allora
questo
lasciarti essere te
non è forse
così difficile.

Quando ti bacio

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombelico
non è solo il tuo grembo
che bacio.

Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri,
bacio il tuo riflettere,
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio,

il tuo amore per me
e la tua libertà da me,
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va

io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso.

Soltanto non sarebbe
La vita
sarebbe
forse più semplice
se io
non ti avessi mai incontrata.
Meno sconforto
ogni volta
che dobbiamo separarci
meno paura
della prossima separazione
e di quella che ancora verrà.
E anche meno
di quella nostalgia impotente
che quando non ci sei
pretende l’impossibile
e subito
fra un istante
e che poi
giacché non è possibile
si sgomenta
e respira a fatica.
La vita
sarebbe forse
più semplice
se io
non ti avessi incontrata
Soltanto non sarebbe
la mia vita.
E’ quel che è

È assurdo
dice la ragione
È quel che è
dice l’amore.

È infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
È vano
dice il giudizio
È quel che è
dice l’amore.

È ridicolo
dice l’orgoglio
È avventato
dice la prudenza
È impossibile
dice l’esperienza
È quel che è
dice l’amore.

Qualsiasi cosa tocchi 

Qualsiasi cosa tocchi,
la carta, il tavolo, il bicchiere,
è te che tocco.
Le mie mani attaccate ai tuoi seni.
Non le controllo le mani.

MA
La prima volta mi sono innamorato
dello splendore dei tuoi occhi,
del tuo riso,
della tua gioia di vivere.
Adesso amo anche il tuo pianto
e la tua paura di vivere
e il timore di non farcela
nei tuoi occhi.
Ma contro la paura
ti aiuterò,
perché la mia gioia di vivere
è ancora lo splendore dei tuoi occhi.
Frugo gli angoli della notte

Frugo gli angoli della notte –
il tuo gomito, il tuo ginocchio,
il tuo mento.
Rotolano pietre.
Senz’alcun rumore.
Dove sei?

erich
Erich Fried  (Vienna 6 maggio 1921 –  22 novembre 1988 Baden Baden, Germania)

Nato a Vienna ma austriaco ebreo si trasferì in inghilterra.Tra le sue opere:

Tra i suoi volumi di poesia: Germania (Deutschland, 1944), Contestazioni (Anfechtungen, 1967), Cento poesie senza patria (100 Gedichte ohne Vaterland, 1978).

Figli e pazzi (Kinder und Narren, 1957), Un soldato e una ragazza (Ein Soldat und ein Mädchen, 1960), Quasi tutto il possibile (Fast alles Mögliche, 1975)

Autore:

Sono un Acquario appassionato di Poesie e Narrativa, ne scrivo anch'io. I libri rappresentano il mio tappeto volante e anche un rifugio dai rumori della quotidianità.

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