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Michail Bulgakov.Il Maestro e Margherita

Michail Afanas’evič Bulgakov nacque a Kiev nel 1891 e morì a Mosca nel 1940.Laureato in medicina nel 1916 professione che esercitò per pochi anni per poi dedicarsi alla Letteratura e al teatro nelle tante difficoltà dovute alla censura del Governo sovietico.

Il padre Afanasij Ivanovic era un professore di storia e critica delle religioni occidentali morto nel 1906, la madre si chiamava Michajlovna Probrovskaja.

“Sono una parte di quella forza che eternamente vuole il male ed eternamente opera il bene.” (Goethe, Faust, epigrafe de:Il Maestro e Margherita)

Era da un po che lo avevo messo in evidenza sulla mia scrivania, poi succede che lo nominino a “Un pugno di libri” e in qualche altra trasmissione Tv e quindi:eccomi!

Lettura complessa e per una buona parte confusamente organizzata, credo sia una delle letture che un buon appassionato di romanzi (ma non solo) debba prima o poi affrontare.(Luciano Mondello)

“Un miracolo che ciascuno deve salutare con commozione” (Eugenio Montale)

E’ l’ultimo libro scritto da Bulgakov e ultimato poco prima della sua morte (1940) ma viene pubblicato poco prima del 1966 e subito si ha coscienza di trovarsi davanti a un vero capolavoro e che non era soltanto un’opera contro o ironica verso il regime sovietico stalinista.Fantasia, ironia e satira sociale, la politica e la metafisica, c’è tutto un mondo in questo libro.

“Niente è più uguale di due cose che si oppongono” (Luciano Mondello)

“Libro che mi  ha cambiato la vita” (Oliviero Diliberto, Politico giurista e Accademico italiano)

 

Il Maestro esperto di magia nera scrive in forma anonima un libro su Ponzio Pilato nella Mosca atea degli anni trenta in cui Pilato si dispera per non aver impedito la Morte di Gesù.La passione tormentata tra il Maestro e Margherita, l’apparizione sotto mentite spoglie del diavolo (Woland)

Un romanzo che va oltre la satira politica contro il regime stalinista.Fantasia ed ironia, inquietudini metafisiche, fantasmi onirici.

 

 

“Non esiste una sola religione orientale, diceva Berlioz, in cui manche, di regola, una vergine immacolata che metta al mondo un dio.E i cristiani, senza inventare nulla di nuovo, crearono così il loro Gesù”

“Allora avvenne la metaformosi. La camicia rattoppata e le ciabatte scalcagnate sparirono. Woland apparve in una clamide nera con la sciabola d’acciaio al fianco.Egli s’avvicinò rapido a Margherita, le porse la coppa e disse in tono di comando: “Bevi!”, Margherita si sentì girare il capo. arretrò, ma la coppa le sfiorava già le labbra;due voci, ma non riuscì a capire di chi fossero, le sussurrarono in tutt’e due gli orecchi: “Non abbia paura, regina, il sangue è già disceso da molto tempo sulla terra.E là dov’è stato versato. crescono adesso grappoli d’uva”.

 

 

 

il maestro e margherita    Il Maestro e Margherita

Michail Bulgakov 

Anno di uscita 1966

Pagine 447

 

 

 

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Canto di una donna libera di Jasmin Darznik

Teheran 1950

“Come un uccello in gabbia,

la donna che scriveva poesie

non ha mai smesso

di cantare”

La frase poetica che accompagna il titolo del libro (molto bella) descrive già un po la vita della protagonista del libro di Jasmin Darznik Scrittrice Poetessa iraniana-americana

jasmine-E

nata proprio nella capitale iraniana Teheran nel 1973 e laureatasi  in giurisprudenza nell’Università della California, e che ha poi proseguito gli studi per conseguire il Dottorato in Letteratura inglese ed oggi insegna Letteratura e Scrittura a San Francisco.Ha scritto un Memoir che è stato un bestseller del New York Times e ha ricevuto numerosi premi.

 

Questo libro è ispirato alla storia vera della più grande poetessa persiana Forugh Farrokhzad (Teheran 29 dicembre 1934 – 13 febbraio 1967 Darband, Iran), spirito ribelle che sfida la società maschilista e patriarcale nell’Iran (Persia) degli anni 50/60.

“Ricorda il suo volo, poiché l’uccello è mortale” Forugh Farrokhzad

 

“E c’è una strada dove i ragazzi che mi amavano 

sono ancora lì

con i loro capelli spettinati e i colli sottili e le gambe magre,

pensano ancora al sorriso innocente di quella ragazza

che una sera il vento portò via con sé”. Forugh Farrokhzad 

 

Alcuni dialoghi e parti importanti del libro:

“La membrana di pelle è intatta” disse a mia madre quando lei rientrò.Sua figlia è ancora vergine.”

“Grazie a Dio” esclamò mia madre, alzando le mani al cielo emormorando una preghiera veloce.”E il certificato?”

“Ma certo”rispose la donna in tono leggero, glielo firmo io stessa, Khanoom.

 

Mio padre quando ero bambina non osavo mai chiamarlo “padre”, lui ce lo proibiva.

 

mia madre non si aspettava la felicità dal matrimonio (era stata educata a rinunciare espressamente a quella speranza), ma i suoi dubbio le sue paure non le impedirono di guardare al suo futuro, e il suo futuro era in tutto e per tutto suo marito.

 

“Nessuno pensa ai fiori

nessuno pensa ai pesci

nessuno vuole credere

che il giardino sta morendo,

che s’infiamma il cuore del giardino

sotto il sole

che piano piano si svuota

la memoria del giardino dei suoi verdi ricordi,

e i sensi del giardino

paiono ormai cosa spoglia

consumata nel giardino solitario”.

da:Mi fa pena il giardino

 

La mia testardaggine era il tormento di mia madre.Una bambina iraniana viene educata a essere silenziosa e mite, ma sin dalla primissima infanzia, io sono stata cocciuta, chiassosa e sfrontata.

 

“E questa sono io,

una donna sola

sul margine di una stagione fredda,

adesso che comprendo l’essenza sporca della terra

e la semplice triste disperazione del cielo

e l’impotenza di queste mani di cemento.

Mi penetra il freddo,

e odio gli orecchini come conchiglie,

mi penetra il freddo e so bene

che null’altro resta,

se non qualche goccia di sangue,

delle rosse illusioni di un papavero selvatico”.

 

da:Crediamo pure all’inizio della stagione fredda

 

“Se la poesia è emozione che diventa incendio, allora Forugh Farrokhzad era fatta di fuoco.Canto di una donna libera è un resoconto preciso e potente della necessità di opporsi e dire la propria. e delle conseguenze del coraggio.” BookPage

 

Bella sorpresa questo primo libro di Jasmin Darznik, ogni pagina è interessante ed è facile immedesimarsi nella protagonista del libro.

La Persia di quegli anni era una nazione che si stava apprestando a diventare quella dello Scià Reza Pahlavi che rese il paese moderno e molto vicino a quella che era la cultura occidentale pur nel rispetto dei sacri principi persiani.

La storia della poetessa Farugh Farrokhzad pur nella differenza della sua poesia è simile a quella che ancora molte giovani non solo iraniane si ritrovano ancora a vivere:una prigione fatta da una società patriarcale, maschilista e fanatica (non solo religiosa).

La lettura di questo libro è consigliatissima.

Edizioni Piemme Libri

Traduzione di:Valentina Daniele

Acquistabile da: L’ Aleph Libri di Lipari in via Guglielmo Marconi

 

canto di una donna libera
Edizioni Piemme Libri